Valutazione ambientale strategica

Luciano Crua, Silvia Matteucci, Laura Sartore, Davide Vietti
Arpa Piemonte

 

VAS e Indicatori - un connubio indissolubile

La Direttiva 42/2001/CE ha introdotto la Valutazione Ambientale Strategica (VAS), ossia la valutazione di piani e programmi con l’obiettivo di garantire un elevato livello di protezione ambientale e di contribuire all’integrazione di considerazioni ambientali all’atto dell’elaborazione e dell’adozione di piani e programmi, al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile.

Attuando la VAS a monte della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), l’intento normativo era quello di anticipare la fase di valutazione degli impatti, dal momento della programmazione fino alla pianificazione, introducendo un’analisi dei possibili effetti sull’ambiente causati dall’approvazione di un piano o programma.

In Italia, la disposizione europea è stata recepita con il DLgs 152/06 “Norme in materia ambientale”, entrato in vigore, per quanto riguarda la VAS il 31/07/2007, modificato con il DLgs 4/08 “Ulteriori disposizioni correttive e integrative del DLgs 152/06“ entrato in vigore il 13/02/2008, modificando sostanzialmente la parte II riguardante VIA e VAS.

A livello regionale, in Piemonte dal 1998 è in vigore la LR 40/98 sulla Valutazione di Impatto Ambientale, la quale, all’art. 20 inerente la “Compatibilità ambientale di piani e programmi” anticipando la Direttiva 42/2001/CE, stabilisce che i piani e programmi devono essere “ [….]studiati e organizzati sulla base di analisi di compatibilità ambientale[….]”. La Regione Piemonte, a seguito dell’entrata in vigore del DLgs 4/08, ha emanato la DGR 9 giugno 2008, n° 12-8931(pubblicata sul BUR n° 24 del 12/6/08), riportante gli indirizzi operativi per l’applicazione delle procedure di VAS, al fine di garantire un’applicazione dell’art. 20 della LR 40/98 coerente con la Direttiva 2001/42/CE e con la legislazione nazionale.

La valutazione ambientale strategica riguarda i piani e i programmi che possono avere impatti significativi sull’ambiente e sul patrimonio culturale. Viene effettuata una valutazione principalmente per tutti i piani e i programmi di settore (agricolo, forestale, della pesca, energetico, industriale, dei trasporti, della gestione dei rifiuti e delle acque, delle telecomunicazioni, turistico, della pianificazione territoriale o della destinazione dei suoli) e per quelli che possono avere impatti sulle finalità di conservazione di zone ad alto valore naturalistico.

Dal punto di vista procedurale, la valutazione ambientale strategica è avviata dall’autorità procedente contestualmente al processo di formazione del piano o programma e comprende:

a) l’eventuale svolgimento di una verifica di assoggettabilità;

b) l’elaborazione del rapporto ambientale;

c) lo svolgimento di consultazioni;

d) la valutazione del rapporto ambientale e gli esiti delle consultazioni;

e) la decisione;

f) l’informazione sulla decisione;

g) il monitoraggio.


La valutazione viene effettuata durante la fase preparatoria del piano o del programma e anteriormente alla sua approvazione o all’avvio della relativa procedura legislativa. Essa è preordinata a garantire che gli impatti significativi sull’ambiente derivanti dall’attuazione di detti piani e programmi siano presi in considerazione durante la loro elaborazione e prima della loro approvazione. Le fasi della procedura sono tre:

  1. Fase di verifica di assoggettabilità: per piani o programmi che determinano l’uso di piccole aree a livello locale, l’autorità procedente elabora un rapporto preliminare comprendente una descrizione del piano o programma e le informazioni e i dati necessari alla verifica degli impatti significativi sull’ambiente dell’attuazione del piano o programma. L’autorità competente entro novanta giorni emette il provvedimento di verifica assoggettando o escludendo il piano o il programma dalla valutazione.

  2. Fase di verifica di specificazione (scoping), sulla base di un rapporto preliminare sui possibili impatti ambientali significativi dell’attuazione del piano o programma, i soggetti con competenza ambientale entrano nella fase di consultazione al fine di definire la portata e il livello di dettaglio delle informazioni da includere nel rapporto ambientale

  3. Fase di valutazione, viene redatto il Rapporto Ambientale in cui si individuano, descrivono e valutano gli impatti significativi che l’attuazione del piano/programma potrebbe avere sull’ambiente, nonché le alternative che si possono adottare in considerazione degli obiettivi. Di questa fase è parte fondamentale il capitolo relativo al monitoraggio, che assicura il controllo sugli impatti significativi sull’ambiente derivanti dall’attuazione dei piani e dei programmi approvati e la verifica del raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità prefissati, così da individuare tempestivamente gli impatti negativi imprevisti e adottare le opportune misure correttive.

Nel corso del 2008, a livello regionale, hanno iniziato l’iter della VAS, tra gli altri, il progetto strategico speciale Valle del fiume Po (scoping e valutazione), il Piano strategico regionale per il turismo. A livello provinciale, sono arrivati alle fasi conclusive la VAS del PTCP della provincia di Biella e del Piano faunistico venatorio della medesima provincia.

A seguito dell’entrata in vigore del DLgs 4/08 e della DGR n° 12-8931 del 09/06/2008, hanno avuto un significativo rilievo le procedure inerenti i piani e le varianti di piano a livello comunale, sia per le fasi di verifica che per quelle di valutazione.

Focalizzando l’attenzione sui procedimenti di valutazione, si illustreranno quali sono le parti fondamentali di un’analisi di VAS e quali sono gli strumenti indispensabili alla realizzazione del Rapporto Ambientale di un piano.

Come già riportato, la caratteristica principale della VAS, così come pensata a livello europeo, è quella di non essere un momento autorizzativo alla fine del processo pianificatorio, ma di essere la VAS stessa un processo che accompagna la formazione del piano sin dai primi momenti della sua nascita. L’altra caratteristica principale della VAS è che non finisce con l’approvazione del piano, ma lo accompagna per tutta la sua durata, svolgendo un monitoraggio degli effetti ambientali delle azioni del piano e dell’effettivo raggiungimento degli obiettivi prefissati, portando così ad un riorientamento del piano, nel caso in cui ce ne fosse bisogno.

La VAS, quindi, inizia dalle prime fasi della pianificazione. E’ fondamentale di conseguenza avere un set di indicatori che permettano di effettuare un’analisi di contesto ambientale, in modo da iniziare la pianificazione conoscendo le zone pregiate del territorio e quelle con problemi evidenti già consolidati.

In questo modo, una volta delineati gli obiettivi del piano (compresi quelli ambientali), si potrà cominciare a costruire degli scenari in base alle caratteristiche ambientali del territorio e, successivamente, passare alla fase di valutazione degli stessi e all’esplicitazione delle azioni e alla valutazioni dei possibili impatti di ciascuno. Per valutare gli scenari si useranno degli altri indicatori specifici che possano misurare i cambiamenti indotti dalle azioni del piano. I risultati delle valutazioni delle alternative porteranno a scegliere uno scenario finale sul quale verrà costruito il piano. In ultima analisi, verranno effettuate le valutazioni sugli effetti ambientali del piano e si espliciteranno gli impatti residui, le mitigazioni e le compensazioni.

A questo punto della procedura bisognerà impostare il piano di monitoraggio che, nel corso di validità del piano, dovrà misurare gli effetti dello stesso e l’effettivo raggiungimento degli obiettivi prefissati. Gli indicatori del monitoraggio saranno, per la maggior parte, gli stessi utilizzati per l’analisi degli scenari, efficaci a misurare i cambiamenti indotti dalle azioni del piano.

Un buon piano di monitoraggio valuterà sia le modifiche al contesto ambientale sia l’apporto del piano alle modifiche positive o negative di quest’ultimo.

Ci saranno quindi degli indicatori di contesto che daranno un quadro della situazione ambientale del territorio e che potranno essere monitorati (la maggior parte lo sono già in quanto indicatori di stato dell’acqua, dell’aria...) per vedere come cambia lo stato delle matrici ambientali. Questo però non darà alcuna indicazione in merito al contributo specifico del piano che potrà essere valutato da indicatori (detti “di processo”) che evidenzieranno cosa le azioni del piano stiano facendo su una specifica matrice. Ad esempio se l’obiettivo del piano è la diminuzione delle emissioni di gas serra, si potrà monitorare la concentrazione della CO2 nel territorio interessato dal piano. Le variazioni (positive o negative) rilevate non saranno legate esclusivamente al piano, ma a tutte le attività presenti nel territorio. Per sapere quale può essere l’apporto del piano si può andare a valutare la CO2 risparmiata o immessa da interventi derivati dal piano (tonnellate di CO2risparmiate derivate da produzione di energia da fonti rinnovabili; tonnellate di CO2 immesse da nuove centrali a turbogas, ecc.).

Tutto questa evidenzia quale sia l’importanza degli indicatori nella VAS.

Per poter valutare il più oggettivamente possibile un piano/programma si devono avere a disposizione degli indicatori validi. Gli indicatori per essere validi, dovranno avere le seguenti caratteristiche: rilevanza, rappresentatività, consenso scientifico, disponibilità dati, affidabilità, riproducibilità, sensibilità, utilizzo decisionale.

È inoltre fondamentale avere già a disposizione degli indicatori popolati per quanto riguarda gli indicatori di contesto, e avere invece una metodologia già consolidata per costruire gli indicatori di processo. Questo ridurrà il tempo di lavoro per tutti, in quanto la redazione del piano e del successivo Rapporto Ambientale necessita di dati già pronti all’uso, e chi valuterà la documentazione prodotta, saprà che sono stati utilizzati dati sicuri e già validati.

Il set di indicatori di contesto dovrà avere alcune caratteristiche, simili a quelle già citate degli indicatori: esaustivo (ma contenuto nel numero di indicatori), scalabile (ossia rappresentare la realtà a differenti livelli di scala - nazionale, regionale, provinciale, comunale) aggiornato, validato e condiviso, fruibile agevolmente da parte di tutti gli attori.

La predisposizione di un set con tali specifiche comporta un notevole impegno (scelta degli indicatori, ricerca della disponibilità dei dati, raccolta dei dati, calcolo degli indicatori, validazione degli stessi, implementazione dei metadati, costruzione del supporto informatico (banca dati - GIS) su cui memorizzarli, costruzione delle interfacce per il caricamento e per la consultazione dei dati, realizzazione di sistemi per la fruizione dei dati da parte dei soggetti interessati), per cui è auspicabile che all’interno di un territorio omogeneo (regione, provincia), i set disponibili per le analisi in oggetto, siano il minor numero possibile in modo da non duplicare le informazioni e non sprecare risorse nella manutenzione e implementazione di set duplicati.

Anche per questo motivo, Arpa Piemonte partecipa ad una convenzione con le altre agenzie ambientali regionali e Ispra che ha come scopo, tra gli altri, la definizione a livello nazionale di un set di indicatori minimo per la predisposizione dei Rapporti Ambientali di piani/programmi di livello nazionale e regionale. Nei prossimi mesi la convenzione avrà termine è sarà divulgato questo elenco di indicatori che permetterà di avere una conoscenza omogenea della situazione ambientale nazionale.

In quest’ottica Arpa Piemonte ha messo a punto negli anni scorsi la costruzione della BDIAT, la Banca Dati degli Indicatori Ambientali e Territoriali che nasce con l’obiettivo di costituire una base dati unica e omogenea a scala regionale degli indicatori ambientali prodotti e/o utilizzati da Arpa, a supporto delle diverse attività di analisi ambientale e di reporting, comprese le analisi di Bilancio Ambientale Territoriale (BAT) e i rapporti sullo stato ambientale. Il processo di aggiornamento periodico degli indicatori consentirà la storicizzazione delle informazioni utile per analisi di trend dei fenomeni ambientali. Una volta definiti gli indicatori di interesse e reperiti i dati primari indispensabili per le elaborazioni, sono stati realizzati una banca dati e un servizio informativo in versione prototipale per l’accesso e la diffusione all’interno dell’Agenzia dei risultati.

Attualmente la banca dati dispone di circa 140 indicatori elaborati a scala comunale e per tutta la regione e si riferiscono allo scenario valido per il 2006. Gli indicatori sono classificati secondo il modello DPSIR (Determinanti-Pressioni-Stato-Impatto-Risposta) proposto dalla Comunità Europea come logica di sistema per l’analisi delle relazioni causali che intercorrono tra attività umane e ambiente. Ad oggi la banca dati raccoglie indicatori relativi ai fattori delle Determinanti e delle Pressioni. Per ogni indicatore è disponibile la scheda informativa (metadato) che descrive la fonte dei dati primari e il processo elaborativo.

La banca dati consente di consultare a scala comunale anche il Bilancio Ambientale Territoriale (BAT) che consiste in una metodologia in grado di analizzare le pressioni antropiche, generate da fonti specifiche e lo stato della risorsa, attraverso l’individuazione di indicatori che, opportunamente aggregati e “pesati”, permettono di identificare e prevedere gli impatti significativi e quindi le risposte adeguate da adottare.

Questo set di indicatori, sicuramente perfettibile, ha permesso di realizzare l’analisi di contesto del PTR e del PPR accorpando a livello di AIT gli indicatori organizzati, nella BDIAT, a livello comunale. In questo modo è stata possibile la descrizione del contesto regionale senza la creazione di un nuovo set di indicatori specifico, ma esclusivamente avvalendosi della rielaborazione dei dati della BDIAT già disponibili presso una Pubblica Amministrazione. Gli stessi indicatori potranno, inoltre, essere utilizzati per il monitoraggio del cambiamento del contesto regionale che, insieme al monitoraggio dei piani (PTR e PPR), saranno utili per capire se e come riorientarne gli obiettivi.

Pertanto, nei prossimi anni si intende da un lato definire un set sempre più preciso, adeguato, dettagliato per queste valutazioni, soprattutto per quelle a livello comunale, dall’altro definire le metodologie utili alla predisposizione di piani di monitoraggio, con l’individuazione di indicatori di monitoraggio adeguati a comprendere i cambiamenti messi in atto dai piani/programmi che si andranno ad approvare.