Box 3 - Variazioni climatiche e loro influenza sui lepidotteri defogliatori negli ecosistemi forestali Stampa

Gianfranco Brussino - Regione Piemonte


Gli insetti, grazie all’alto potenziale riproduttivo e all’elevata capacità di adattamento, rispondono in modo immediato a cambiamenti climatici anche momentanei. Anche i lepidotteri defogliatori, in particolare i Taumetopedidi, Geometridi, Lasiocampidi e Tortricidi, che in questi ultimi anni si sono manifestati in modo virulento nei boschi piemontesi, ne sono un eclatante esempio. In questi ultimi anni il susseguirsi di annate calde e alcune volte siccitose hanno contribuito al diffondersi di specie di lepidotteri più termofili.
Nelle vallate alpine piemontesi si è riscontrato un innalzamento della quota della diffusione della processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa) rispetto ai decenni passati. La specie si è infatti spinta più a fondo nelle rispettive vallate alpine raggiungendo quote più elevate, pur mantenendo naturalmente la stessa pianta ospite: pino nero o silvestre. In questi ultimi anni, nei bosco planiziali e in parte in quelli collinari è più forte la presenza della processionaria della quercia (Thaumetopoea processionea) insetto più tipico del centro Italia che non del nord, dove un tempo colonizzava solo certi areali come ad es. i boschi dell'area fluviale del Ticino. Inoltre, nelle gradazioni di insetti lepidotteri defogliatori forestali, tipici della pianura o dell'area pedemontana piemontese a Quercus sp., Corylus ecc. si è riscontrata una più marcata presenza di Malacosoma neustria, che accompagna comunque le più preponderanti Tortrix viridana, e dei lepidotteri geometridi Operophtera brumata, Erannis defoliaria. La Malacosoma è un insetto ospite abituale del mandorlo e delle sugherete. Una forte recrudescenza di attacchi si poi avuta nelle zone di baraggia già in passato tradizionali ospiti di Euproctis chrysorrhoea legata sostanzialmente a Quercus  sp. Anche quest'ultimo lepidottero ama di solito i climi più caldi del centro/sud Italia, seppure sporadicamente nel secondo cinquantennio del secolo scorso si sia fatta più insistente la presenza al nord.