Rumore





Per visualizzare le serie storiche degli indicatori di rumore:

http://rsaonline.arpa.piemonte.it/indicatori/rumore



Lo stato dell’inquinamento acustico

Il livello di conoscenza sullo stato dell’inquinamento acustico varia in funzione delle aree territoriali e delle tipologie di sorgenti sonore.
Il rumore prodotto dalle principali infrastrutture di trasporto è generalmente oggetto di caratterizzazione e approfondimenti, per cui sono noti, o eventualmente prevedibili, i livelli sonori e il grado di esposizione della popolazione.
Più complessa è la conoscenza dell’impatto determinato dalle sorgenti puntuali, quali attività produttive, commerciali, professionali, impianti tecnologici degli edifici, ecc. In questi casi la caratterizzazione del rumore viene effettuata prevalentemente a seguito di segnalazioni e non risulta possibile apprezzare pienamente l'entità del problema.
Sulla base di quanto richiesto dalla Direttiva Europea 2002/49/CE dal DLgs 194/05, la valutazione dello stato dell’inquinamento acustico viene effettuata determinando la quota di esposizione della popolazione in differenti classi di rumore.
A tal fine sono introdotti due indici descrittori, entrambi basati sul livello continuo equivalente LAeq (livello medio di rumore in un determinato intervallo di tempo), denominati Lden e Lnight.
Lden è il parametro impiegato per caratterizzare il rumore nell’arco dell’intera giornata (24 ore) e per valutare il disturbo complessivamente indotto sulla popolazione (annoyance). Lnight è il descrittore utilizzato per descrivere il rumore nel periodo notturno (ore 22-06) e per valutare gli effetti specifici di disturbo sul sonno.
Entrambi i parametri devono essere rappresentativi dell’esposizione su base annua e determinati separatamente per ciascuna tipologia di sorgente, diversificando quindi tra traffico stradale, ferroviario, aeroportuale e attività industriali.
I dati disponibili evidenziano un’elevata percentuale di popolazione esposta a livelli sonori superiori alle soglie di potenziale rischio definite a livello internazionale, fissate in un valore
di 65 dB(A) di Lden e 55 dB(A) di Lnight.
La maggior criticità si rileva nei centri urbani più importanti e nel periodo notturno, allorquando la percentuale di persone con valori di un Lnight > 55 dB(A), rispetto al totale della popolazione esposta al rumore (Lnight > 45 dB(A)), è generalmente superiore al 50%.
Ad esempio, nella Città di Torino tale percentuale, riferita al solo traffico stradale, si attesta intorno al 67%, come evidenziato nella figura 8.1.

 

 

In termini assoluti, la sorgente predominante è rappresentata dal traffico stradale. Limitando l’attenzione all’agglomerato di Torino, costituito dal capoluogo e da una parte dei 23 comuni dell’area metropolitana (1.300.000 abitanti circa), il rumore prodotto dagli autoveicoli è responsabile di oltre il 90% dell’esposizione della popolazione, mentre il traffico ferroviario contribuisce per il 7% circa e i siti di attività produttive per meno dell’ 1%.

 
Gli impatti del rumore

Gli effetti legati all’esposizione al rumore possono essere suddivisi a seconda della sfera fisico-psichica interessata dal danno: effetti uditivi, o specifici, ed effetti extra-uditivi, o non-specifici. Gli effetti uditivi interessano maggiormente l’esposizione al rumore in ambienti lavorativi, mentre quelli extrauditivi l’esposizione al rumore ambientale.
Questi ultimi possono essere suddivisi, secondo un principio di manifestazione temporale, in primari, secondari e terziari.
Gli effetti primari si manifestano durante il periodo di esposizione e sono costituiti prevalentemente dal disturbo del riposo notturno.
Per effetti secondari si intendono, invece, quei sintomi che possono essere registrati subito dopo il termine dell’esposizione al rumore, quali la valutazione soggettiva della qualità del riposo, la stanchezza, la diminuzione delle performance durante il giorno, il senso di fastidio (annoyance), il malumore, ecc.
Gli effetti primari e secondari possono contribuire alla manifestazione di malattie croniche multifattoriali e alterazioni permanenti del comportamento, che costituiscono gli effetti terziari a lungo termine dell’esposizione al rumore sulla salute.
Nelle figure 8.2-8.3 vengono rappresentati i diversi effetti determinati nel periodo notturno a seguito dell’esposizione al rumore da traffico stradale e aeroportuale (WHO, 2009).

 

 

 

Un altro indicatore dell’impatto sulla popolazione dell’inquinamento acustico è il numero di segnalazioni effettuate per disturbo da rumore.

 

Per la provincia di Torino i dati comprendono anche gli esposti pervenuti al Corpo di Polizia Municipale della Città di Torino (193 segnalazioni), che provvede ai controlli sulla rumorosità dei locali pubblici e degli esercizi commerciali secondo un protocollo di intesa con Arpa.

 

Analizzando i dati riportati nella figura 8.4 si evidenzia che nella provincia di Torino si raccolgono la maggior parte degli esposti per disturbo.
Le problematiche segnalate sono per la maggior parte dovute al rumore prodotto da attività commerciali/pubblici esercizi e da attività produttive (figura 8.5).

 

 
Le risposte

Le risposte per la riduzione e il contenimento dell’inquinamento acustico possono essere classificate in quattro ambiti:

  • pianificazione, attraverso la predisposizione del Piano di Classificazione Acustica (PCA);

  • prevenzione, attraverso l’espressione di pareri previsionali di compatibilità acustica;

  • monitoraggio e controllo, attraverso verifiche del rumore prodotto dalle diverse sorgenti sonore;

  • risanamento, attraverso la predisposizione e l’attuazione dei piani di risanamento acustico.

 
Pianificazione

I Comuni, ai sensi dell’articolo 6 della Legge 447/95, devono procedere alla suddivisione del territorio di competenza in aree acusticamente omogenee. L’iter di approvazione di questo strumento di gestione del territorio è articolato in due fasi principali: l’adozione della Proposta di Zonizzazione Acustica (PZA) e l’approvazione definitiva del Piano di Classificazione Acustica (PCA).
Il PCA rappresenta uno strumento di rilevante importanza per la gestione e la prevenzione dell’inquinamento acustico. Esso fissa i valori limite della rumorosità nell’ambiente esterno e, soprattutto, determina vincoli e condizioni per uno sviluppo del territorio acusticamente sostenibile.
Le varianti dei Piani Regolatori Comunali devono contenere, per essere approvate, una verifica di compatibilità con il PCA in cui si deve dimostrare di non creare nuovi accostamenti acusticamente critici sul territorio.
Nei primi mesi del 2010 il numero complessivo dei comuni dotati di tale strumento di programmazione era del 73% circa, mentre un altro 21% aveva comunque avviato la procedura di approvazione.
La maggior parte dei PCA è stata approvata nel periodo 2004-2005; successivamente l’incremento annuo del numero di Piani si riduce a poche decine di unità (tabella 8.1, figure 8.6-8.7).

 

 

 

 
Prevenzione

L’attività di prevenzione viene attuata attraverso gli strumenti, previsti dalla Legge  447/95, della valutazione previsionale di impatto acustico (DGR 9/04), nel caso di nuovi insediamenti potenzialmente rumorosi, e della valutazione di clima acustico (DGR 46/05), per nuovi ricettori sensibili al rumore (scuole, ospedali, case di cura o di riposo) (figura 8.8).
Nel corso degli ultimi anni alcuni Comuni hanno iniziato a richiedere, ai fini del rilascio dei permessi di costruire, anche una documentazione previsionale relativa ai requisiti acustici passivi di nuovi edifici residenziali attestante il rispetto dei parametri previsti dal DPCM 05/12/97.

 

 

La valutazione di impatto acustico costituisce l’azione di prevenzione maggiormente consolidata e diffusa nell’intero territorio piemontese, mentre non si registra ancora una attuazione sistematica dello strumento della valutazione di clima acustico, nonostante le relative disposizioni normative regionali siano in vigore dal 2005.

 
Monitoraggio e controllo

Arpa Piemonte, su richiesta dei diversi soggetti interessati (Regione, Provincia, Comune, Prefettura, Magistratura, Corpi di Polizia, etc.), effettua il monitoraggio e il controllo dell’inquinamento acustico. Il monitoraggio viene realizzato in ambiente esterno ed è riferito generalmente alla valutazione del rumore prodotto dalle infrastrutture di trasporto.
L’attività di controllo e vigilanza viene invece solitamente effettuata per verificare il rumore indotto da sorgenti sonore puntuali (attività produttive, professionali e commerciali) all’interno degli ambienti abitativi.
Come già accennato in precedenza, per la Città di Torino vige un protocollo di intesa con Arpa che assegna al Corpo di Polizia Municipale la titolarità dei controlli sul rumore dei locali pubblici e degli esercizi commerciali.
Solo una parte delle segnalazioni pervenute dà luogo ad un controllo strumentale (figura 8.9) in quanto una parte delle segnalazioni non è pertinente rispetto ai compiti istituzionali di Arpa (ad es. disturbi da vicinato o contenziosi tra privati); in altri casi le richieste provengono direttamente da privati cittadini e vengono inoltrate da Arpa all’Ente competente per l’attività di vigilanza e controllo (Comune o Provincia), così come stabilito dalla LR 52/00, senza un accertamento tecnico; in altri casi ancora, la problematica segnalata viene risolta semplicemente a seguito di un sopralluogo, senza necessità di un controllo strumentale.

 

 
Risanamento

I soggetti a cui spetta l’obbligo di predisporre un piano di risanamento acustico, ai sensi della Legge 447/95, sono i Comuni, gli enti gestori delle infrastrutture dei trasporti e le imprese produttive, secondo i tempi indicati in tabella 8.2.
Oltre agli adempimenti previsti dalla normativa nazionale, la normativa europea prevede la predisposizione di specifici piani d’azione, finalizzati ad evitare, prevenire o ridurre gli effetti nocivi dell'esposizione al rumore ambientale, per gli agglomerati e le infrastrutture di trasporto principali, secondo lo schema riportato nella tabella 8.3.
I criteri per l’armonizzazione della normativa nazionale con quella comunitaria non sono ad oggi stati definiti e dovranno essere oggetto di specifici disposti normativi.

 



Infrastrutture stradali
La situazione relativa alle infrastrutture autostradali è sintetizzata nella tabella 8.4. Per i gestori che hanno presentato i piani di risanamento nell’ambito del territorio piemontese, è stata completata la procedura di verifica dei requisiti richiesti dalla normativa, da parte della Regione e dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), ed è in fase di conclusione l’iter di approvazione da parte del Ministero dell’Ambiente.

 

 

Lo scenario relativo alle strade provinciali è riportato nella tabella 8.5. Si può evidenziare che una buona parte delle province piemontesi ha portato a termine nei tempi stabiliti quanto richiesto, ad eccezione della provincia di Alessandria.

 

 

Solo nella provincia di Torino, e in parte nella provincia di Asti, il piano di risanamento è passato alla fase attuativa.
Nel periodo 2008-2009 sono stati realizzati interventi di mitigazione del rumore in 4 siti: tre edifici scolastici (Caselle T.se e Carmagnola: barriere acustiche; Grugliasco: sostituzione infissi per riqualificazione energetica) e un centro abitato (Luserna S.G.-Torre Pellice: asfalto silente).

 

 

 

Parallelamente alle valutazioni di carattere prettamente acustico, nelle due scuole dove è stata realizzata una barriera acustica è stato distribuito un questionario sulla percezione del rumore negli scenari ante e post operam.

Il questionario, senza avere le pretese di rappresentare uno studio epidemiologico, è volto a valutare la percezione del disturbo del rumore da traffico veicolare, anche in rapporto ad altre sorgenti di rumore, e ad ottenere un riscontro soggettivo in merito all’utilità degli interventi di bonifica adottati (figura 8.10).

 

 

Per quanto riguarda le infrastrutture comunali, non risultano casi di Piani di risanamento/azione approvati.

La Città di Torino ha predisposto, in collaborazione con Arpa, una proposta di piano d’azione nel quale sono delineate le strategie e gli interventi di medio e lungo periodo relativi agli obiettivi di risanamento. Tale proposta è attualmente in fase di consultazione da parte dei diversi settori comunali coinvolti e dovrà essere oggetto di una approvazione formale.

 

Infrastrutture ferroviarie
RFI, gestore della rete ferroviaria italiana, ha presentato il suo piano di risanamento già nel 2003, secondo le scadenze previste dalla Legge 447/95; tale piano è stato approvato nel 2004, relativamente ai primi quattro anni.
Per il territorio piemontese sono previsti 829 interventi su 137 comuni, da realizzarsi nell’arco dei 15 anni, per un costo complessivo di 735.044.000 €.
Nonostante l’iter di approvazione della prima fase sia terminato da tempo, i lavori, con l’eccezione di alcun casi specifici, sono ancora in forte ritardo. In alcuni casi tale ritardo è determinato dalla mancata approvazione dei progetti preliminari presentati da RFI e/o da richieste di revisione sostanziale dei progetti stessi da parte dei comuni.


Aeroporti
Per quanto riguarda le infrastrutture aeroportuali, le azioni previste dalla normativa per la caratterizzazione e il contenimento del rumore prodotto sono vincolate alla conclusione dei lavori delle specifiche commissioni previste ai sensi del DMA 31/10/1997.
Per ogni scalo, infatti, deve essere istituita una commissione con il compito di definire le migliori procedure antirumore e di delimitare le fasce di rispetto acustico.
In riferimento all’aeroporto di Torino-Caselle, la relativa commissione è stata riconvocata al termine del 2007, dopo essere stata di fatto sospesa nel 2004, e ad oggi i lavori sono in fase avanzata.
Recentemente è stato approvato il cosiddetto scenario di riferimento, ossia l’”impronta” del rumore aeroportuale attuale (2009); a partire da questo scenario, la commissione dovrà stabilire lo scenario ottimale, tenendo conto del piano di sviluppo aeroportuale, dei piani regolatori comunali e delle possibili procedure antirumore (Figura 8.2).

 

* I cerchi azzurri indicano le stazioni del sistema di monitoraggio del rumore aeroportuale in gestione a SAGAT. Le curve rappresentano i livelli sonori prodotti dagli aeromobili (in blu: LVA = 75 dBA; in rosso LVA = 65 dBA; in giallo LVA = 60 dBA)]

 

I lavori della commissione di Malpensa, a cui partecipano i comuni piemontesi di Castelletto Ticino, Pombia, Varallo Pombia, Marano Ticino e Oleggio, sono proseguiti con grande ritardo. Solo tra la fine del 2009 e l’inizio del 2010 il gruppo tecnico di appoggio alla commissione ha iniziato a lavorare su obbiettivi specifici.


Comuni
Allo stato delle conoscenze non risultano comuni che abbiano formalmente approvato un piano di risanamento acustico comunale ai sensi della Legge 447/95.


Imprese produttive
Alcune imprese produttive hanno provveduto, di iniziativa o su richiesta degli enti di controllo o a seguito di segnalazioni/esposti, ad effettuare la verifica di compatibilità delle proprie emissioni sonore con i relativi Piani di Classificazione Acustica e, nel caso, ad adeguarsi o a presentare un piano di risanamento acustico.
Non è possibile però avere un quadro dettagliato del numero di piani di risanamento approvati e/o attuati.

 

 
Box1 - Il risanamento acustico della città di Torino

I grandi agglomerati urbani sono caratterizzati da un diffuso grado di inquinamento acustico e, conseguentemente, da un elevato numero di persone esposte al rumore. In uno scenario così compromesso, l’azione di risanamento acustico necessita di una forte sinergia tra capacità decisionali, gestionali, amministrative e tecniche.
Arpa ha effettuato uno studio per individuare le soluzioni attuabili per contenere il rumore stradale nella Città di Torino, valutando i possibili benefici e i relativi costi.
Le linee d’azione dovrebbero essere indirizzate in tre ambiti: sinergia con le politiche di mobilità, interventi sulla sorgente stradale, interventi sui ricettori. Il costo complessivo del risanamento acustico risulterebbe dell’ordine di 400 milioni di euro, in grande parte compensato dai benefici diretti e indiretti conseguenti, in termini di miglioramento della sicurezza stradale, di risparmio energetico, di miglioramento della qualità della vita e di riduzione degli effetti connessi al rumore.
In questo contesto, lo sforzo economico necessario potrebbe essere compatibile con le risorse disponibili in un orizzonte temporale di lungo periodo.

 

 
Attività di Arpa Piemonte

Le attività di monitoraggio e controllo e dei pareri previsionali poste in essere da Arpa nel 2009 sono riepilogate nella tabella 8.6.