VAS Stampa

La valutazione ambientale costituisce un importante strumento per l'integrazione di considerazioni di carattere ambientale nell'elaborazione e nell'adozione di strumenti di pianificazione e programmazione al fine di garantire la sostenibilità delle scelte effettuate e delle azioni previste in un piano o programma.
La procedura di valutazione dei probabili effetti sull'ambiente derivanti dall'attuazione di piani e programmi, nota come VAS, è stata introdotta dalla Direttiva 2001/42/CE del Parlamento europeo ed è obbligatoria per gli Stati Membri dal 21 luglio 2004.
La norma di recepimento da parte dello Stato Italiano è il DLgs 152/2006 "Norme in materia ambientale" successivamente sostituito nella Parte Seconda dal DLgs 4/2008 recante "Ulteriori disposizioni correttive e integrative del DLgs 152/06".
In Regione Piemonte, in attesa dell'adeguamento dell'ordinamento regionale alla norma nazionale, trova applicazione l'art. 20 della LR 40/98, in quanto coerente con la Direttiva 2001/42/CE. Inoltre, al fine di garantire la compatibilità di tale norma con l'atto statale di recepimento, la Regione ha emanato, quale atto di indirizzo e di coordinamento in materia di VAS, la DGR 12-8931 del 9/06/2008 utile quale riferimento per tutte le tipologie di piani e programmi da assoggettare alla procedura di VAS (all. 1: "Primi indirizzi operativi per l'applicazione delle procedure in materia di Valutazione ambientale strategica") e per la pianificazione territoriale di rango comunale (all. 2. "Indirizzi specifici per la pianificazione urbanistica").

 

Linee guida
Nel 2009, nell’ottica di affrontare le procedure di VAS in modo standardizzato, Arpa Piemonte ha definito delle linee guida.
Obiettivo delle linee guida è stato quello di individuare indirizzi precisi di analisi in merito alla valutazione ambientale strategica relativa alla pianificazione urbanistica, a seguito anche della DGR 9 giugno 2008, n. 12-8931.
Nella pianificazione a livello comunale, la VAS viene attivata in relazione alle seguenti procedure:

  • Nuovi Piani Regolatori Generali o revisioni degli stessi

  • Varianti ai Piani Regolatori vigenti

  • Strumenti attuativi previsti dai Piani Regolatori

  • Altre tipologie di modifiche ai PRGC non previste dalla LR 56/77

Per tutte queste casistiche il documento prevede l’esplicitazione delle fasi principali della procedura e indicazioni sulla predisposizione della documentazione.
Un approfondimento particolare è stato quello relativo alla casistica delle varianti strutturali e parziali, di cui si riporta lo schema procedurale, a titolo di esempio, in figura 21.1 e figura 21.2.

 

Figura 21.1 - Varianti strutturali

 

Figura 21.2 - Varianti parziali

 

Per rendere più agevole l’analisi e la completezza della documentazione relativa a queste due procedure sono stati definiti elenchi di minima delle informazioni necessarie per la valutazione nella fase di verifica (tabelle 21.3 e 21.4)

 

Tabella 21.3 - Elenco degli elementi di minima per le varianti strutturali

 

Tabella 21.4 - Elenco degli elementi di minima per le varianti parziali

 

Piani regionali e provinciali
Nel corso del 2009 Arpa Piemonte ha proseguito la sua attività di supporto tecnico alla Regione o alle Province per la redazione dei Rapporti Ambientali dei seguenti piani:

 

  • Piano Territoriale Regionale

  • Piano Paesaggistico Regionale

  • Piano di gestione dei Rifiuti Urbani

  • Piano della Logistica

  • Piano delle Attività Estrattive della provincia di Verbania

  • Piano delle Attività Estrattive della provincia di Alessandria


Il supporto di Arpa è stato relativo sia all’analisi di contesto territoriale e ambientale sia alla fornitura di strumenti per la valutazione delle fonti di pressioni e le pressioni presenti sul territorio (BDIAT) sia di indicatori per la valutazione dello Stato.
In particolare per quanto riguarda il piano di gestione dei rifiuti si riporta un approfondimento del contributo prodotto nel paragrafo seguente.

 

Il rapporto ambientale relativo alla proposta di progetto di Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani
Nel corso del 2009 è giunto a termine il percorso iniziato negli anni scorsi (vedasi metodologia in RSA 2008) per la redazione del Rapporto Ambientale della Proposta di Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani, per la quale il Settore Gestione Rifiuti della Regione ha chiesto la collaborazione di Arpa.
In seguito all’adozione e alla conseguente pubblicazione del Piano e del Rapporto Ambientale avvenuta nel settembre 2009, Arpa ha partecipato all’analisi delle osservazioni giunte alla Regione che ha portato all’espressione del parere motivato di compatibilità ambientale (DGR n. 34 dell’8/2/2010).
La proposta di PRGU in breve sintesi analizza la situazione esistente di gestione dei rifiuti urbani, effettua una stima della produzione dei rifiuti urbani al 2015, definisce gli obiettivi programmatici per la gestione dei rifiuti, individua i fabbisogni impiantistici per garantire il recupero e lo smaltimento dei rifiuti urbani, delimita gli Ambiti Territoriali di Riferimento (ATR), nonché prevede i criteri tecnici, le azioni, le iniziative e le risorse da attivare per l’attuazione della pianificazione regionale.
In merito agli impianti di trattamento la Proposta di Piano non individua la localizzazione puntuale ma soltanto la potenzialità degli stessi in funzione degli obiettivi da raggiungere e delle priorità nelle scelte programmatiche.
La collaborazione di Arpa si è concretizzata nell’analisi del contesto ambientale e nella valutazione degli effetti ambientali dei diversi scenari di piano ipotizzati con le previsione al 2015 riguardanti la produzione di rifiuti urbani, le raccolte differenziate e la destinazione del rifiuto indifferenziato.
Le valutazioni degli scenari sono state concentrate sulle alternative riguardanti la destinazione del rifiuto indifferenziato residuo a valle delle raccolte differenziate presso impianti di trattamento, recupero e smaltimento finale. Tra i rifiuti differenziati sono state considerate le alternative impiantistiche per il recupero del rifiuto organico, in conseguenza della loro rilevanza strategica nella gestione dei rifiuti urbani.
Di ognuna delle soluzioni impiantistiche, che potrebbero essere realizzate in Piemonte, sono state caratterizzate la tecnologia e le caratteristiche energetico-ambientali. Analizzando le prestazioni di impianti che operano nel rispetto delle migliori tecnologie disponibili sono stati derivati i fattori di emissione che definiscono la quantità di composto emesso o il quantitativo di energia o di acqua consumata, per il trattamento o lo smaltimento di una tonnellata di rifiuto urbano. Ciò ha consentito l’applicazione di un modello appositamente elaborato da Arpa che prende in considerazione gli impatti associati ai diversi impianti di trattamento e smaltimento, evidenziando l’entità delle modificazioni generate a seguito dei consumi di risorse e di rilasci nell’ambiente.
Ogni scenario, essendo costituito da una serie di impianti correlati tra loro, ha una propria quantificazione in termini di fattori emissivi. Al fine di comparare tra loro i diversi impianti e quindi i diversi scenari, i parametri relativi a concentrazioni di inquinanti sono stati convertiti in sostanza di riferimento equivalente. Utilizzando fattori di moltiplicazione, tutti i contributi sono stati aggregati nelle seguenti categorie di indicatori sintetici, consigliati dalle linee guida IPPC:

  • potenziale riscaldamento globale

  • potenziale tossicità umana

  • potenziale tossicità per l’ambiente acquatico

  • potenziale acidificazione

  • potenziale eutrofizzazione

  • potenziale creazione fotochimica di ozono

 

I vari scenari individuati, identificati con le lettere A, B, suddivisi a loro volta in vari sottoscenari, prevedono in estrema sintesi nel caso dello scenario A, il mantenimento dell’organizzazione territoriale attualmente presente in Piemonte costituita da 8 ATR*; nel secondo caso, scenario B, la suddivisione in 3 ATR: Provincia Torino (ATR 1); Province di Alessandria, Asti, Biella, Novara, Vercelli, Verbania (ATR 2) e Provincia Cuneo (ATR 3).
Per gli ATR 2 e 3, vengono valutati anche alcuni sottoscenari, che evidenziano le possibili scelte strategiche: per l’ATR 2 prevedono la realizzazione di un solo impianto di combustione oppure di due impianti, spaziando dalla tecnologia di combustione del “forno a griglia” a quella del “letto fluido”; per l’ATR 3 - considerato che in tale territorio è presente e attivo un impianto di coincenerimento che utilizza energeticamente il rifiuto urbano indifferenziato dopo opportuni pretrattamenti - confronta casistiche che prevedono o meno la realizzazione di un nuovo impianto di combustione dedicato ai rifiuti urbani indifferenziati. Nei tre sottoscenari si valutano inoltre i quattro impianti di TMB** (3 di biostabilizzazione e uno di bioessiccazione) presenti nell’ATR 3, al fine di ipotizzare l’opportunità di mantenerli funzionanti, di chiuderli, o di convertirne uno (quello di biostabilizzazione) in impianto di compostaggio a servizio dell’ATR 3.
Per ogni scenario e sottoscenario sono stati quindi quantificati, grazie all’applicazione del modello di valutazione, i differenti indicatori sintetici (tabelle 21.5 e 21.6).

 

Tabella 21.5 - Scenario A. Indicatori di impatto. Fonte: Regione Piemonte, Osservatorio Regionale Rifiuti

 

Tabella 21.6 - Scenario B. Indicatori di impatto. Fonte: Regione Piemonte, Osservatorio Regionale Rifiuti

 

Dal confronto degli indicatori (figura 21.3) effettuando una normalizzazione dei dati risulta vincente lo scenario B. Nell’ambito dello scenario B (3 ATR) risultano vincenti i sottoscenari ATR 1, ATR 2_1G e ATR 3_alfa.

 

Figura 21.3 - Confronto Scenari. Fonte: Regione Piemonte, Osservatorio Regionale Rifiuti

 

Nell’ interpretazione dei risultati una particolare attenzione va posta alla “tossicità umana” e al “riscaldamento globale”. Questi due indicatori infatti risultano di gran lunga i più importanti nella valutazione complessiva delle scelte da effettuare per il raggiungimento degli obiettivi di Piano. Tale importanza deriva in primo luogo da considerazioni di carattere normativo e politico, in relazione alla rilevanza strategica di considerare non solo a livello comunitario, ma anche a livello di Organizzazioni riconosciute a livello internazionale, una serie di elementi ambientalmente di estrema sensibilità, quali l’anidride carbonica (e sostanze equivalenti) per gli effetti sul clima, e alcune sostanze altamente tossiche che protocolli internazionali vanno limitando nell’utilizzo.
L’indicatore tossicità umana è da considerare un super-indicatore, i cui fattori presi in considerazione sono in grado di condizionare la presenza stessa degli organismi viventi nell’area presa in esame. Per quanto riguarda il riscaldamento globale, i fattori che lo influenzano non riguardano soltanto il cosiddetto “effetto serra”, ma anche tutti i rapporti energia-ambiente che a loro volta hanno obiettivi di riduzione dei consumi e sostenibilità della produzione di energia, in particolare elettrica, da produrre preferibilmente a partire da fonti rinnovabili: utilizzando i rifiuti per la produzione di energia si ha quindi un risvolto positivo, anche solo con operazioni di smaltimento con recupero di energia (operazione D 10, di cui all’allegato B alla parte IV del DLgs 152/06) anziché con operazioni di recupero (R 1, di cui all’allegato C alla parte IV del DLgs 152/06).
Nelle figure 21.4-21.7 sono riportati i vari valori rilevati nell’ambito dei sottoscenari analizzati. Nell’ambito dei sottoscenari ATR2 (figure 21.4 e 21.5) la situazione più favorevole è rappresentata dal sottoscenario ATR 2_1G sia per l’indicatore “tossicità umana”, sia per l’indicatore “riscaldamento globale”.

 

Figura 21.4 - Indicatore Tossicità umana. Fonte: Regione Piemonte, Osservatorio Regionale Rifiuti

1G=un inceneritore a griglia grande; 1LF=inceneritore a letto fluido grande; 2G=2 inceneritori a griglia; 2LF=2 letti fluidi; 1G1LF=1 inceneritore a griglia+1inceneritore a letto fluido

 

Figura 21.5 - Indicatore Riscaldamento totale. Fonte: Regione Piemonte, Osservatorio Regionale Rifiuti

 

Nell’ambito dei sottoscenari ATR3 (figure 21.6 e 21.7) la situazione più favorevole è rappresentata dal sottoscenario ATR3 alfa sia per l’indicatore “tossicità umana”, sia per l’indicatore “riscaldamento globale”.

 

Figura 21.6 - Indicatore Tossicità umana. Fonte: Regione Piemonte, Osservatorio Regionale Rifiuti

 

Figura 21.7 - Indicatore Riscaldamento totale. Fonte: Regione Piemonte, Osservatorio Regionale Rifiuti


*ATR: Ambito Territoriale di Riferimento
** TMB: Trattamento Meccanico Biologico