Criticità idrologiche e idrauliche Stampa

L’analisi, condotta a scala regionale, evidenzia il numero di situazioni in cui si è verificato un evento di moderata o elevata criticità per il rischio idrogeologico e idraulico (livelli 2 e 3) in almeno una zona di allerta, ai sensi della classificazione adottata in Piemonte dal “Disciplinare per la gestione organizzativa e funzionale del sistema di allertamento regionale ai fini di protezione civile” approvato con Delibera di Giunta Regionale del 23 marzo 2005, n. 37-15176.

Nel corso del 2009 il Piemonte è stato colpito da un evento alluvionale a fine aprile e da diversi episodi temporaleschi durante l’estate.
Nelle giornate del 26-27 e 28 aprile 2009, precipitazioni intense e diffuse hanno investito il Piemonte coinvolgendo in particolare la fascia alpina e prealpina nord-occidentale della regione, le pianure meridionali e i rilievi collinari a sud del Po, determinando condizioni di moderata criticità sui versanti e sulla rete idrografica.
Le precipitazioni, piovose al di sotto dei 1.300-1.400 m, hanno determinato un generalizzato superamento delle soglie pluviometriche di moderata criticità, generando l’innesco di fenomeni franosi sui versanti, e l’innalzamento dei livelli idrometrici dei corsi d’acqua, che in alcuni casi hanno raggiunto il livello di elevata criticità, in particolare sui bacini del Piemonte meridionale.
Le precipitazioni più intense si sono avute lungo l’arco alpino compreso tra la Valle Ossola, la Val Sesia e la fascia pedemontana del Biellese e del Canavese: oltre 360 mm a Sambughetto nel Comune di Valstrona, 350 mm a Sabbia e 260 mm circa a Piano Audi nel Comune di Corio. Nella pianura cuneese e nella pianura torinese le precipitazioni intense si sono avute soprattutto il 26 e il 27 aprile, con massimi di circa 150 mm a Cuneo e 132 mm a Front; la pianura settentrionale (VC-NO) è stata interessata dalle piogge anche per tutta la giornata del 28, con massimi di circa 220 mm.
Il bollettino di allerta meteorologica emesso sabato 25 aprile prevedeva Criticità Moderata per piogge diffuse sulle zone di allerta A, B, G, H e di Criticità Ordinaria per piogge diffuse sulle zone di allerta C, F, I, L.

 

Figura 15.1 - Bollettino di allerta del 25 aprile 2009

 

L’evento è giunto a seguito di un periodo di precipitazioni prolungate e di forte innevamento che perdurava, di fatto, dal novembre 2008 e tra l’altro l’aprile 2009 è risultato il terzo più piovoso nell’ultimo secolo con 300 mm medi sul Piemonte. In particolare, la pioggia media areale sul bacino del Tanaro con 288 mm e della Bormida con 277 mm si colloca al secondo posto delle piogge di aprile dell’ultimo secolo.

Durante l’evento c’è stata una significativa risposta dei corsi d’acqua appenninici e di pianura in tutta la regione, del Lago d’Orta e, in misura inferiore, del Lago Maggiore.
I corsi d’acqua maggiormente colpiti sono stati quelli del settore meridionale: Bormida, Belbo e medio-alto Tanaro. In misura inferiore si sono avuti fenomeni di piena anche nel settore settentrionale: Cervo e basso Sesia; e nel settore occidentale: Po a Torino. Le onde di piena hanno raggiunto la massima criticità nelle sezioni di pianura e in particolare nel nodo idraulico di Alesssandria in corrispondenza della confluenza Bormida-Tanaro e a valle fino alla confluenza Tanaro-Po.
Nel tratto di pianura della Bormida, la piena ha raggiunto il secondo massimo storico negli ultimi 15 anni dopo quella del novembre 1994 con un livello al colmo di 4.45 m e una portata stimata pari a circa 1700 m3/s a Cassine. Le portate statisticamente più significative sono risultate quelle del Tanaro dove si sono raggiunti i 30 anni di tempo di ritorno a Farigliano e 30-40 anni a Montecastello. Lungo l’asta del Po la piena si è mantenuta su valori intorno ai 5 anni fino a Crescentino, mentre le portate relative a Isola S. Antonio e Ponte Valenza sono state caratterizzate da un tempo di ritorno rispettivamente di 30-40 e 20 anni.

Nelle prime ore della mattina di venerdì 17 luglio 2009 un temporale si è abbattuto sul nord del Piemonte, colpendo in particolare la Provincia del Verbano Cusio Ossola.
I pluviometri che hanno registrato i quantitativi maggiori di pioggia sono stati Pallanza e Unchio Trobaso, entrambi situati nel Comune di Verbania, con circa 250 mm il primo e 240 mm il secondo, mentre la massima intensità di pioggia per la durata di un’ora, 96 mm/h, è stata registrata da Someraro (Comune di Stresa).

Il pomeriggio-sera del 7 agosto 2009, un evento temporalesco si è verificato in Alta Valle di Susa (Comune di Bardonecchia), determinando fenomeni torrentizi parossistici lungo alcuni corsi d’acqua minori. Il temporale ha dato luogo ad un totale di pioggia al suolo pari a 50 mm sulla zona in cui nasce il Torrente Frejus.
L’evento è stato caratterizzato da celle temporalesche, non particolarmente violente, con durate inferiori all’ora e apporti di pioggia modesti, che si sono formate sul confine nazionale interessando i pendii in quota del versante italiano.


Figura 15.2 - Precipitazione cumulata per l’evento pluviometrico del 26-28 aprile 2009. Fonte: Arpa Piemonte

 

Nelle prime ore del 26 agosto 2009 sulle aree nordoccidentali del Piemonte precipitazioni forti e violente raffiche di vento associate hanno interessato in particolare i Comuni di Favria e Oglianico, in Provincia di Torino, e alcuni comuni limitrofi poco dopo le ore 00:00 UTC del 26 agosto 2009. La cella temporalesca, in arrivo da sud-ovest, è transitata sui Comuni di Favria e di Oglianico tra le 00:05 UTC e le 00:15 UTC, spostandosi successivamente verso nord-est. Il pluviometro della Rete di Monitoraggio Regionale, collocato presso il Comune di Vialfrè (TO) a circa 11 km dalle zone colpite, ha registrato infatti l'arrivo del temporale alle 00:24 UTC, misurando un'intensità massima di precipitazione al minuto di 108 mm/h tra le 00:27 UTC e le 00:29 UTC.