Processi di versante Stampa

Se si escludono le frane d’evento (per lo più frane di tipo superficiale a carico delle coperture detritico-colluviali e fenomeni di crollo), che si verificano immediatamente a seguito di precipitazioni intense e concentrate, i fenomeni franosi generalmente si sviluppano o evolvono con un certo ritardo rispetto all’evento pluviometrico e di norma risentono delle condizioni meteopluviometriche che hanno preceduto l’evento stesso.
L’anno 2009 è stato caratterizzato da abbondanti precipitazioni nevose in inverno e da significative precipitazioni primaverili, fra cui si evidenzia l’evento meteopluviometrico del 26-28 aprile. In primavera, all’effetto diretto delle precipitazioni di stagione si è sommato, sia in ambiente montano che collinare, il contributo derivante dalla fusione del copioso manto nevoso.
Nel corso dell’anno, pertanto, numerosi fenomeni franosi riconosciuti dall’Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia (IFFI) hanno manifestato significative accelerazioni, alcuni già a partire dai primi mesi invernali (frane per scivolamento planare nelle Langhe Cuneesi e Astigiane, frane per colata nell’area alessandrina), altri in concomitanza dell’evento meteopluviometrico del 26-28 aprile, altri ancora successivamente ad esso, in fase estiva (fenomeni franosi di elevata estensione perlopiù in ambiente alpino), come l’imponente attivazione della frana complessa di Grange Orgiera a Sampeyre che a luglio 2009, in assenza di significative precipitazioni, ha comportato il seppellimento di una stalla e della strada comunale di accesso e l’emissione da parte del Sindaco di un’ordinanza di sgombero precauzionale delle sottostanti borgate (v. box 2).

I principali processi di versante, e i relativi effetti al suolo, verificatisi in occasione degli eventi meteopluviometrici che hanno interessato la regione sono descritti nei rapporti d’evento (Evento meteopluviometrico del 26-28 aprile 2009, Rapporto sull’evento temporalesco del 17 luglio 2009), scaricabili dal sito internet dell’Agenzia.
In occasione dell’evento di aprile 2009 si sono registrati diffusi effetti al suolo conseguenti ai processi di versante. Molti fenomeni franosi sono avvenuti nella zone delle Langhe Cuneesi, sulla Collina di Torino, nell’astigiano e in parte dell’alessandrino. Si è trattato per lo più di frane per fluidificazione delle coperture superficiali che hanno generato colamenti rapidi e hanno procurato danni e interruzioni in molti punti della rete viaria.
L’evento temporalesco del 17 luglio 2009 ha fatto registrare un singolo caso di frana, verificatosi il 18 luglio alle ore 01:30 nel Comune di Valstrona (VB) a ridosso delle abitazioni di Luzzogno. La causa scatenante il dissesto è stata lo sradicamento di un albero, causato a sua volta dal forte vento, che ha mobilizzato un blocco lapideo disarticolato di circa 2-3 m3.

La registrazione dei principali processi di versante verificatisi nel corso del 2009 si è resa possibile grazie alla raccolta delle segnalazioni, con verifica diretta tramite sopralluoghi sul territorio, e all’analisi dei dati strumentali provenienti dalla Rete Regionale di Controllo dei Movimenti Franosi (RERCOMF). Entrambe le attività consentono all’Agenzia di aggiornare, periodicamente, il Sistema Informativo Frane del Piemonte (SIFRAP, figura 15.5).

 

Figura 15.5 - Cartografia estratta dal Sistema Informativo Frane in Piemonte (SIFRAP). Fonte:Arpa Piemonte

 

Occorre inoltre evidenziare che la RERCOMF, attraverso l’esecuzione di letture manuali semestrali su circa 300 frane e la successiva elaborazione e trasmissione dei dati direttamente ai Comuni coinvolti, contribuisce a mantenere viva nel tempo una certa attenzione al territorio e nello specifico allo stato di attività dei fenomeni franosi.
La figura 15.6 e la tabella 15.1 mettono in evidenza come una significativa percentuale di fenomeni franosi monitorati facciano registrare movimenti in atto.
La RERCOMF include anche 25 postazioni inclinometriche a sonde fisse che garantiscono, in un unico punto di ciascuna frana monitorata, la registrazione in continuo (ogni 1-6 ore) di misure di spostamento. La figura 15.7 riporta i grafici spazio/tempo (periodo gen2008-dic2009) relativi alle postazioni più significative. Relativamente all’anno 2009 è interessante notare come alcuni fenomeni franosi dell’area alessandrina e delle Langhe Cuneesi si siano attivati già durante i mesi invernali 2008-2009 (azione diretta di precipitazioni piovose, mentre a più alta quota nevicava; oppure precoce fusione del manto nevoso). Si osserva inoltre come pressoché tutti i fenomeni franosi di Piemonte nord e sud considerati abbiano risentito, con minore o maggiore ritardo in funzione del tipo di fenomeno, dell’evento meteopluviometrico del 26-28 aprile 2009. Una frana alessandrina mostra infine un’accelerazione anche nei primi mesi invernali 2009-2010.

 

Figura 15.6 - Comuni con almeno un sistema di monitoraggio della rete Arpa che entro il 2009 ha registrato movimenti in atto. Fonte: Arpa Piemonte

 

Tabella 15.1 - Sistemi di monitoraggio frane gestiti da Arpa Piemonte. Distribuzione per provincia. Fonte: Arpa Piemonte

 

Figura 15.7a - Spostamenti registrati dalle postazioni inclinometriche a sonde fisse gestite da Arpa Piemonte e dal settore Regionale Protezione Civile (in alto Piemonte nord, in basso Piemonte sud) - anni 2008-2009. Fonte: Arpa Piemonte

 

Figura 15.7b - Spostamenti registrati dalle postazioni inclinometriche a sonde fisse gestite da Arpa Piemonte e dal settore Regionale Protezione Civile (in alto Piemonte nord, in basso Piemonte sud) - anni 2008-2009. Fonte: Arpa Piemonte