Le industrie a rischio di incidente rilevante

 

 

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In Piemonte, alla data del 15 marzo 2010, sono presenti 104 stabilimenti a rischio di incidente rilevante di cui 57 soggetti all’articolo 6, presentazione di una notifica, e 47 soggetti all’articolo 8, presentazione del rapporto di sicurezza.
Novara e Torino si confermano le province con il maggior numero di stabilimenti a rischio di incidente rilevante. Segue Alessandria, che risulta la provincia con il maggior numero di stabilimenti soggetti alla presentazione del rapporto di sicurezza (figura 16.1).

 

Figura 16.1 - Stabilimenti a rischio di incidente rilevante - marzo 2010. Fonte: Regione Piemonte, Sistema Informativo Aziende a Rischio. Elaborazione Arpa Piemonte

 

La provincia di Novara registra la maggiore densità di stabilimenti a rischio di incidente rilevante (numero/km2) (figura 16.2).

 

Figura 16.2 - Densità degli stabilimenti a rischio di incidente rilevante - marzo 2010. Fonte: Regione Piemonte, Sistema Informativo Aziende a Rischio. Elaborazione Arpa Piemonte

 

Gli stabilimenti adottano il sistema di gestione della sicurezza che rende conto delle misure tecniche, organizzative e gestionali adottate per prevenire gli incidenti e limitarne le conseguenze. Le Prefetture predispongono poi il Piano di Emergenza Esterna, che definisce le procedure di intervento in caso di incidente per una risposta efficace ed efficiente da parte degli enti preposti alla protezione della popolazione e dell’ambiente. Le attività di istruttoria tecnica riguardano sia il rapporto di sicurezza presentato dal gestore ai sensi dell’art. 8 del DLgs 334/99 e s.m.i., sia il rapporto preliminare di sicurezza e il rapporto particolareggiato presentati nei casi di modifiche con aggravio di rischio ai sensi del DM 9 agosto 2000. In questo caso il gestore ottiene prima il Nulla Osta di Fattibilità (NOF) quale assenso alla realizzazione della modifica, a cui segue la valutazione del progetto particolareggiato per l’approvazione definitiva dell’intervento. I procedimenti istruttori rappresentano un’attività complessa, la cui durata è stabilita dall’art. 21 del DLgs 334/99 e s.m.i. in 120 giorni, fatta salva la sospensiva dei termini di 60 giorni per l’acquisizione di informazioni supplementari (figura 16.3).

 

Figura 16.3 - Procedimenti istruttori ai sensi dell’art. 21 del DLgs 334/99 e s.m.i. - anno 2009. Fonte: Arpa Piemonte

 

Negli stabilimenti soggetti agli artt. 6 e 7 del DLgs 334/99 e s.m.i. le verifiche ispettive sul SGS sono svolte in coerenza alla DGR n. 11-9288 del 12.05.2003 che fornisce i criteri per la valutazione del grado di implementazione del sistema, secondo una scala di 4 livelli, dall’esistenza formale alla sua completa e consapevole attuazione da parte di tutti i livelli aziendali. Negli stabilimenti soggetti agli artt. 6, 7 e 8 del DLgs 334/99 e s.m.i. le verifiche ispettive sul SGS sono disposte dal MATTM e svolte in coerenza al DM 5.11.1997 (figura 16.4).

 

Figura 16.4 - Giudizi sui SGS di stabilimenti soggetti agli artt 6/7 del DLgs 334/99 e s.m.i. - anno 2009. Fonte: Arpa Piemonte

 

Il Piano di Emergenza Esterna (PEE) rappresenta la risposta organizzata degli Enti preposti al verificarsi di un evento incidentale negli stabilimenti a rischio di incidente rilevante, a garanzia della protezione della popolazione e dell’ambiente. Nel corso del 2008, si è dato grande impulso alle attività di redazione ed aggiornamento dei PEE, a fronte della procedura di infrazione aperta dalla Commissione Europea nei confronti dell’Italia e di altri 11 stati membri dell’UE: entro il giugno 2008 sono stati approvati dalle Prefetture del Piemonte tutti i PEE degli stabilimenti soggetti agli artt. 6, 7 e 8 del DLgs 334/99 e s.m.i. Le attività sono proseguite nel 2009 con la redazione di PEE di stabilimenti soggetti agli artt. 6 e 7 del DLgs 334/99 e s.m.i. (figura 16.5).

 

Figura 16.5 - Piani di Emergenza Esterna (PEE) approvati per stabilimenti a rischio di incidente rilevante - anni 2002-2009. Fonte: Arpa Piemonte

La provincia di Novara registra la maggiore densità di stabilimenti a rischio di incidente rilevante (numero/km2) (figura 16.2)..