La Rete Fenologica forestale del Piemonte Stampa

Federico Valfrè di Bonzo, Federico Spanna - Regione Piemonte, Assessorato Agricoltura, Settore Fitosanitario, Sezione di Agrometeorologia
Rosanna Caramiello, Valeria Fossa - Università di Torino, Dipartimento di Biologia Vegetale
Daniela Delleani - Regione Piemonte, Assessorato Ambiente, Settore Pianificazione e Gestione Aree naturali protette


La Regione Piemonte - Assessorato all’Ambiente, attraverso il Settore Pianificazione e Gestione Aree naturali protette, nel 2008 ha avviato un’attività di monitoraggio sul comportamento fenologico di alcune specie arboree o arbustive piemontesi. La fenologia è quel settore della biologia che studia i rapporti tra i fattori ambientali e i fenomeni periodici degli organismi viventi (soprattutto pecilotermi) rilevabili secondo parametri oggettivi. L’attività è svolta in collaborazione con il Settore Fitosanitario, Arpa Piemonte e il Dipartimento di Biologia Vegetale dell’Università di Torino. In particolare si cerca di comprendere e approfondire la risposta degli ecosistemi forestali nord-occidentali italiani alle variazioni climatiche in atto, i cui effetti non sono ancora sufficientemente approfonditi. Tali considerazioni sono possibili solo attraverso osservazioni dirette, svolte per molti anni consecutivi, su alcune specie rappresentative situate in luoghi diversi in cui siano rilevate anche le variabili meteorologiche.
Il Piemonte, data l’eterogeneità di ambienti che presenta, e visto il gran numero di aree protette, permette di osservare piante in situazioni climatico-ambientali estremamente differenti. In questo modo, oltre ad avere dati sulla variabilità all’interno del sito di anno in anno, si ha la possibilità di confrontare stazioni di rilevamento decisamente differenti per quanto riguarda le condizioni pedo-climatiche e le caratteristiche geomorfologiche del territorio. Si tratta quindi di seguire il comportamento di un numero prefissato di piante nel corso degli anni, per studiare il loro comportamento vegetativo e riproduttivo in relazione agli andamenti stagionali.
Utilizzando i supporti metodologici impiegati nell’ambito della Rete dei Giardini Fenologici Italiani e adottati dal Dipartimento di Biologia Vegetale è stato possibile fornire ai rilevatori operanti presso i parchi del Piemonte, le schede di rilievo che seguono la metodologia indicata, leggermente modificate e semplificate per venire incontro alle particolari necessità del progetto.
Sono state selezionate sette fasi vegetative e sette fasi riproduttive:

 

  • V1 Gemme in riposo

  • V2 Gemme rigonfie prossime alle schiusura

  • V3 Foglie giovani a lembo disteso

  • V4 Foglie adulte

  • V5 Inizio decolorazione fogliare

  • V6 Inizio caduta foglie

  • V7 Pianta spoglia

 

  • R1 Boccioli o amenti presenti ma poco sviluppati

  • R2 Boccioli prossimi alla schiusura, rigonfi con petali visibili

  • R3 Piena fioritura; fiori aperti con amenti maturi

  • R4 Completa sfioritura; fiori appassiti, amenti sfioriti

  • R5 Inizio fruttificazione

  • R6 Culmine della fruttificazione

  • R7 Frutti residui sulla pianta, gli altri caduti o secchi

 

Ogni parco, che partecipa in maniera volontaria al progetto, deve predisporre un sito di rilevamento che comprenda tre esemplari della specie scelta all’interno dell’elenco fornito. Le piante devono trovarsi in un contesto quanto più possibile naturale, in modo da ridurre le interferenze di origine antropica. Il controllo deve essere effettuato settimanalmente, per poter evidenziare i passaggi da una fase fenologica all’altra. Le schede di rilevamento, debitamente compilate, vengono trasmesse alla Sezione di Agrometeorologia, che si occupa dell’elaborazione dei dati (nella figura 6.6 un esempio di fenogramma annuo di confronto tra località diverse)
La realizzazione delle stazioni fenologiche all’interno delle aree protette permette di avere una continuità negli anni delle misure, fattore fondamentale per arrivare ad avere risultati significativi.

 

Figura 6.6 - Fenogramma delle fasi vegetative del faggio.

 

I fenogrammi rappresentano una prima elaborazione del dato, che però può fornire già una prima idea, anche visiva, delle differenze che si possono avere tra le varie aree del Piemonte per quanto riguarda l’alternarsi delle varie fasi fenologiche. Sull’asse delle ascisse si hanno i giorni dell’anno, in modo da visualizzare il momento del passaggio da una fase all’altra. Successivamente verranno effettuati i confronti con i dati meteo, per valutare la loro incidenza nel passaggio da una fase fenologica all’altra. E’ interessante notare come le differenze di quota provochino risposte anche opposte nelle piante a causa delle diverse condizioni climatiche tra una stazione e l’altra.
La partecipazione dei parchi piemontesi è stata positiva sin dall’inizio, con un buon numero sia di parchi “alpini” che di parchi di “pianura”. Nello specifico le istituzioni partecipanti sono:

 

  • Parco delle Alpi Marittime

  • Parco dell’Alta Valsesia

  • Parco dei Laghi di Avigliana

  • Parco della Collina Torinese

  • Parco della Burcina

  • Riserva Naturale Speciale del Sacro Monte di Belmonte

  • Parco delle Capanne di Marcarolo

  • Parco Provinciale del Col del Lys

  • Parco Fluviale Gesso e Stura

  • Parco La Mandria

  • Parco dei Lagoni di Mercurago

  • Parco Provinciale del Monte San Giorgio

  • Parco dell’Orsierà-Rocciavrè

  • Parco dell’Alta Valle Pesio e Tanaro

  • Parco del Po - Tratto vercellese-alessandrino

  • Parco del Po - Tratto torinese

  • Riserva Naturale Speciale del Sacro Monte di Ghiffa

  • Parco del Gran Bosco di Salbertrand

  • Parco della Val Troncea

  • Parco Veglia - Devero

 

A questi parchi si aggiunge inoltre la Città di Settimo, che si è inserita volontariamente nel progetto.
Le specie scelte per i rilevamenti sono state:

 

  • Faggio (Fagus selvatica)              5 siti di rilevamento

  • Sambuco (Sambucus nigra)         5 siti di rilevamento

  • Betulla (Betula pendula)              4 siti di rilevamento

  • Frassino (Fraxinus excelsior)        6 siti di rilevamento

  • Ontano nero (Alnus glutinosa)      2 siti di rilevamento

  • Ciliegio (Prunus avium)               2 siti di rilevamento

  • Sorbo montano (Sorbus aria)      1 sito di rilevamento

  • Larice (Larix decidua)                5 siti di rilevamento


I risultati del 2009 sono stati decisamente confortanti. C’è stata un’ottima partecipazione dei parchi che ricordiamo è stata su base volontaria. Sono stati previsti alcuni momenti formativi e i guardia parco coinvolti hanno dimostrato grande preparazione e attenzione, verso un tema di grande importanza per la conoscenza e la gestione del nostro ambiente.