Siti contaminati

 

 

 

Per visualizzare le serie storiche degli indicatori dei siti contaminati:

http://rsaonline.arpa.piemonte.it/indicatori/siti_contaminati


Il Piano Regionale del 2000 sulle bonifiche ha portato alla pubblicazione di una lista di 117 siti contaminati ordinati in funzione del valore di Indice di Rischio relativo. La distribuzione di questi punti sul territorio regionale è riportata nella figura 20.1.
Attualmente, a seguito dell’evoluzione della normativa ambientale in tema di bonifiche e della standardizzate delle procedure amministrative, il numero di casi censiti è notevolmente più alto, come si può rilevare dalla distribuzione sul territorio regionale riportata nella figura 20.2 e dall’incremento temporale schematizzato nella figura 20.3. L’aumento del numero di siti non deve tuttavia essere letto come un peggioramento della situazione (non bisogna dimenticare che l’anagrafe conserva in memoria anche i siti conclusi e già bonificati), quanto piuttosto come indice di una maggiore conoscenza del problema.

 

 

 



La situazione dei siti contaminati

Alla data del 6 aprile 2010, l’Anagrafe Regionale dei siti contaminati conta 1.172 siti, di cui 443 inseriti ai sensi del DLgs 152/06 o rimodulati in base ai criteri previsti da tale norma (cfr. RSA 2009).
La ripartizione fra le otto province conferma sostanzialmente i dati dello scorso anno, secondo lo schema riportato nella figura 20.4. Per quanto riguarda invece l’efficacia degli interventi finalizzati a risolvere le situazioni di contaminazione, la figura 20.5 mostra il numero di procedure di bonifica concluse1 nei diversi anni.
Guardando il dato in percentuale rispetto al numero totale dei siti si osserva (figura 20.6) un miglioramento, sebbene contenuto, rispetto all’inizio degli anni 2000. In particolare si può osservare come sia in generale aumentato percentualmente il numero di siti con intervento non necessario2, indice di una più attenta registrazione di quegli eventi di contaminazione risolti nelle prime fasi di gestione per i quali non è stato necessario effettuare un vero e proprio intervento di bonifica, nonché effetto dei siti definiti non contaminati a seguito delle valutazioni effettuate nello studio di analisi di rischio (AdR) sanitario-ambientale.


 

 

 

Prendendo in considerazione i 341 siti inseriti ai sensi del DLgs 152/063 si osserva rispetto allo scorso anno un consolidamento delle procedure di bonifica, con un aumento del numero di siti gestiti secondo le procedure semplificate e, in generale, un incremento degli elaborati approvati rispetto a quelli presentati (figura 20.7 e cfr. RSA 2009). Crescono purtroppo anche i siti in attesa di caratterizzazione, per i quali i soggetti obbligati, sia privati che pubblici, non riescono evidentemente a garantire il rispetto dei tempi previsti dalla norma.
Continua ad aumentare il numero dei siti attivati secondo la procedura prevista dal DM 471/99 e per i quali gli obiettivi di bonifica sono stati rimodulati in base al criterio del rischio sanitario ambientale introdotto dal DLgs 152/06. Questi siti sono passati dai 67 del 2008 ai 102 del 2010, con una distribuzione che indica un avanzamento nell’iter di bonifica (figura 20.8). Si noti ad esempio l’incremento di studi di analisi di rischio approvati rispetto alla situazione presentata nel 2008.

 

 


 


Sostanzialmente immutata è invece la situazione dei siti gestiti in base al DM 471/99 o norme precedenti, per i quali si assiste ad un avanzamento dell’iter di bonifica, come mostra l’incremento del numero di siti con iter concluso (figura 20.9 e cfr. RSA 2008).

 

 

 

Parallelamente all’attività di gestione delle procedure dei siti contaminati, Regione e Arpa Piemonte si sono concentrate negli ultimi anni nell’individuazione delle cause che hanno determinato la generazione di situazioni di contaminazione, con la finalità di mettere in atto opportune azioni di prevenzione. Come più volte rilevato nei rapporti sullo stato dell’ambiente degli scorsi anni, le contaminazioni sono spesso riconducibili ad attività commerciali, industriali e ad attività di gestione dei rifiuti, molto frequentemente non più attive, come rappresentato nel diagramma di figura 20.10. Tali casi sono spesso associati a situazioni di emergenza, in cui la contaminazione viene messa in luce dalla fuoriuscita di sostanze inquinanti verso aree abitate o sensibili dal punto di vista ambientale. Si tratta nella maggior parte dei casi di situazioni difficilmente prevedibili, deve infatti essere osservato che mentre le realtà industriali e commerciali attive sono oggetto di controllo periodico da parte degli Enti incaricati, le attività dismesse sono spesso dimenticate, in assenza di una specifica pianificazione delle attività di controllo. Anche l’opinione pubblica è poco attenta su questo aspetto, infatti la pericolosità di un sito industriale viene spesso percepita dalla popolazione soprattutto rispetto agli effetti visibili dell’inquinamento, in primo luogo le emissioni in atmosfera e gli scarichi in corpi idrici superficiali: la chiusura e la dismissione di un impianto industriale pertanto, al di là degli aspetti sociali e occupazionali ad essa collegati, viene spesso vista come un beneficio per l’ambiente.

 

 

 

In Piemonte i siti industriali e commerciali dismessi che ad oggi hanno dato origine a situazioni di contaminazione e per i quali è stato aperto un procedimento di bonifica rappresentano un numero significativo: 409 su 1.172; prendendo in considerazione soltanto i siti industriali si osserva che oltre il 46% dei siti contaminati di origine industriale è costituito da siti dismessi.
L’individuazione sistematica di tali aree rappresenta quindi un’iniziativa di tutela ambientale con ricadute non trascurabili sulla pianificazione urbanistica e sul recupero del patrimonio immobiliare e di pregio architettonico.
In questo contesto e in attuazione a quanto stabilito dall’art. 6 della LR 42/00 (in particolare relativamente alla necessità di realizzare un’anagrafe delle aree con impianti dismessi) la Regione Piemonte, con la collaborazione di Arpa, ha effettuato in questi anni diversi tentativi per raccogliere le informazioni sulle aree produttive dismesse, dapprima attraverso l’invio ai Comuni di appositi questionari e, successivamente, attraverso la consultazione delle banche dati disponibili.
Fra le banche dati prese in esame si è rivelata maggiormente affidabile e adatta allo scopo la banca dati delle attività produttive della Camera di Commercio, anche se di non facile consultazione a causa dell’elevato numero di informazioni in essa contenute.
Nel biennio 2008-2009, Arpa Piemonte ha sviluppato un progetto di sperimentazione di un metodo di verifica per l’individuazione dei siti produttivi dismessi, sulle province campione di Asti e Biella, prendendo come fonte primaria di informazione la Banca Dati della Camera di Commercio su un arco temporale di 10 anni, in particolare dal 1996 al 2006.
L’attività di verifica, che si è sviluppata con l’individuazione del sito e un’ispezione di primo livello, ha comportato l’effettuazione di circa 800 sopralluoghi mirati (745 siti ricavati dalla consultazione della banca dati e 42 effettuati in corso d’opera) che hanno consentito di individuare 116 siti dismessi di estensione anche superiore ai 50.000 m2. (figure 20.11 e 20.12).
L’ispezione perimetrale esterna ha inoltre consentito in 43 casi di evidenziare la presenza di possibili sorgenti di contaminazione ambientale o di pericolo per la salute pubblica rappresentate principalmente da presenza di rifiuti industriali e di diversa origine, nonché dalla presenza di materiali contenenti amianto, dove questi ultimi sono da considerarsi prevalentemente come coperture di capannoni e impianti. Va rimarcato come per alcuni di questi siti sia risultato necessario eseguire un approfondimento di indagine.
L’attuazione di questo progetto ha quindi nel suo complesso confermato il permanere di una problematica ambientale e sociale legata alla dismissione di attività industriali-produttive su larga scala, suggerendo, nel contempo, delle possibilità di intervento finalizzate ad un primo dimensionamento del problema e ad un conseguente intervento di mitigazione per le situazioni palesemente critiche.

 

 

 

 

 

 

 

 

1 Si specifica che fra i siti conclusi non sono stati conteggiati quei siti per i quali la bonifica è sostanzialmente conclusa ma non vi è un atto formale che lo certifichi (si tratta di una decina di casi circa).

2 Si noti che nel grafico di figura 20.6 ai 354 siti con intervento non necessario sono stati sommati i 18 siti risultati non contaminati a seguito dei risultati dell’Analisi di Rischio.

3 Si noti che tale numero non comprende i 102 siti rimodulati.

 
Attività di Arpa Piemonte

Le attività di controllo e di indagine poste in essere da Arpa nel 2009 sono riepilogate nella tabella 20.3.